Claudio Ruax

Biografia

Ruax trae ispirazione da un mondo dove la bellezza emerge proprio nella sua trasformazione e nel suo svanire. I colori e le forme, ormai sbiaditi, sono il racconto visivo di un passato che lentamente si dissolve, offrendo una riflessione sulla transitorietà della vita e dell’arte.

Di origini piemontesi, Claudio Ruax nasce a Buenos Aires, Argentina, nel 1967. Abita in Italia dal 2003.

Dopo anni di studio delle forme, prospettiva, anatomia, e tecniche di disegno il passo che segue è quello della pittura partendo dal figurativo, tappa quasi obbligata per chi voglia rappresentare la realtà. Ben presto però sente il desiderio di andare oltre: in fondo l’artista non può essere solo una macchina fotografica, deve fare opere che ne rappresentino l’interiorità e la riflessione, costituendo un’indagine quasi filosofica sulla struttura profonda dell’essere.
Motivo per cui sviluppa negli anni giovanili uno stile eclettico che si afferma attraverso la frequentazione di spazi d’arte, atelier e botteghe, che le permettono di accedere a una conoscenza di tendenze e sperimentazioni. Sarebbero i primi passi di una crescita artistica. Ed è allora che inizia a sperimentare diversi materiali e tecniche applicate al figurativo creando un suo percorso.

Nel 1987 ilustra libri come “Residenze”, Libro di Poemi di Moises Jelin. Corsi di disegno e pittura si concludono con una esposizione nel Instituto Ward di Buenos Aires, il suo primo viaggio in Europa nel 1993 lo avicina alle tendenze artistiche degli anni ’90, sopratutto nella Barcellona post Olimpiade.

Si immerge nel cubismo, analitico e sintetico, con una serie di opere bellissime a cui viene dedicata anche una mostra.

Esplora l’astrattismo geometrico, l’importanza preminente della composizione pittorica, delle linee che guidano l’occhio e consentono di leggere il quadro come una storia, lo studio meticoloso dei segreti del colore.

Per Ruax il colore non è un repertorio già dato cui attingere meccanicamente, è un mistero che il pittore deve studiare e conoscere profondamente, una materia emotiva da creare ogni volta come un vero e proprio concepimento, in modo che ogni sfumatura rappresenti la quintessenza del soggetto.
Ruax sembra giocare con questo limite, trattando la pittura come un linguaggio visivo simbolico, dove forme e colori trasmettono emozioni e ricordi, sperimentando la tensione tra forme riconoscibili e pura astrazione. Ecco perché il materiale non è solo un mezzo, ma un linguaggio a sé stante.
Il modo di concepire il tempo di Ruax è alla base del suo lavoro. Opera che esplora il concetto stesso di tempo.

La filosofia del mio lavoro

Claudio Ruax ha portato il suo approccio geometrico verso un’esplorazione tridimensionale
La sperimentazione con texture e volumi conferisce maggiore profondità sensoriale al suo lavoro, bilanciando ordine e materia e suggerendo un rapporto tra il terreno e l’effimero, dove la rigidità geometrica è ammorbidita dalla ricchezza tattile, conferendo alla superficie del dipinto un carattere quasi architettonico.
La sua evoluzione non è solo tecnica, ma anche sensoriale e concettuale; la consistenza e il materiale cominciarono a dettare non solo la forma, ma anche il colore. Le materie prime che utilizza hanno una propria tavolozza, quasi imposta dalla loro natura organica.
In questo senso Ruax scopre i colori nella materia stessa. Il colore non è più solo una scelta estetica, ma un’estensione della materia e della memoria, rafforzando l’idea del vissuto, dell’eroso e dell’essenziale, concetti chiave nella sua opera.
È interessante il modo in cui trasforma la pittura in un linguaggio visivo e tattile. Il suo lavoro riflette un’evoluzione naturale tra elementi, astrazione e passaggio del tempo. Ruax sembra prendere parte di queste correnti e portarle nel suo linguaggio, più viscerale e materiale, esplorando la transizione tra l’astratto e il figurativo.
Lavorando con materiali che si erodono, si sovrappongono e si trasformano, non parla solo del passato – come memoria, storia e traccia – ma anche del futuro, inteso come ciò che è in continuo cambiamento.
La sua pittura non cattura un istante, ma un processo in movimento; non rappresenta il tempo, ma lo rende visibile attraverso la trasformazione della materia; non si limita a guardare indietro, ma anticipa ciò che verrà, al punto che i suoi materiali continueranno a cambiare nel tempo.

Ciò collega il suo lavoro al concetto di impermanenza.
Il nucleo filosofico della sua opera risiede nel fatto che la sua pittura non si limita a rappresentare il cambiamento, ma lo incorpora come parte essenziale del processo creativo e ci invita a essere testimoni. Nei suoi lavori sembra dirci che la pittura è ancora viva, che non è un oggetto fisso ma un organismo che cambia nel tempo, proprio come noi. È una proposta profondamente esistenzialista: nulla è permanente; la materia invecchia e si trasforma.
L’arte non è qualcosa di fisso, ma un processo vivo. Ruax non forza l’evoluzione della sua arte, ma la lascia fluire, consentendo a ogni fase di trovare il proprio modo di manifestarsi nel tempo, celebrando l’imperfezione, la transitorietà e la bellezza dell’effimero.

Il mio cv artistico

CLAUDIO RUAX – 28/06/1967

Buenos Aires. Argentina. Residente a Novi Ligure.

Pittore professionista con una esperienza di più di 10 anni e con un studio personale sito a Novi Ligure.

I miei lavori sono stati esposti in diverse mostre in Italia e al estero.

Specializzato in pittura al oleo, pittura materica e dipinti murali.

Ho creato illustrazioni per libri di poesia e per la realizzazione delle copertine dei medesimi in Argentina.

Ho frequentato negli anni diversi corsi di pittura in Italia e al estero. La mia prima mostra si è tenuta nel lontano 1990 al Colegio Ward di Buenos Aires.